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giovedì 23 aprile 2020

Da colomba a cantuccini, ovvero come ricuperare un dolce lievitato male

Per Pasqua o provato a fare la colomba, un dolce pasquale buonissimo che implica una successione infinita di impasti e lievitazioni diversi durante più di un giorno. Non avendola mai fatta, e con una lavorazione così lunga, era sicuro che qualcosa doveva andare male.

Ho fatto tutti gli impasti e lievitazioni che richiedeva la ricetta di Giallo Zafferano. Ho persino fatto uno stampino con la carta argentata e la carta da forno che ha retto benissimo.


Persino la crosta di sopra è venuta abbastanza bene.


Purtroppo, la torta non è lievitata abbastanza. Quindi no era da mangiare.

Cosa fare allora per non dover buttare tutto quel ben di Dio di ingredienti deformi? Una fantastica opzione, appena scoperta su internet, è tagliare la trota a fette e farne dei biscotti, sorta di cantuccini, da inzuppare nel latte.


Ingredienti
1 torta lievitata male

Preparazione
1-Tagliate la torta a fettine o a forma di cantuccini.

2-Ponete carta da forno su una teglia da forno et disponeteci le fettine.

3-Infornate fino a far dorare le fettine. Giratele a metà perché si dorino da ambi lati.

4-Fate raffreddare i cantuccini su una griglia.

lunedì 13 aprile 2020

Benedetto pasquale

Nonostante il confinamento, la Raffi voleva un pranzo pasquale di tre portate (al meno): antipasti, primo e secondo. Per il primo ha richiesto la torta pasqualina; per il dessert la pastiera. E per le altre portate mi ha dato libertà (controllata).

Cercando in giro sono capitato sulla ricetta del benedetto pasquale, antipasto tradizionale di Bari. Essendo lei barese mi e' sembrato adatto. "Ho trovato la ricetta per l'antipasto"-gli ho detto. "Ah, possiamo fare il benedetto"-mi ha risposto. Infatti.

Benedetto pasquale, antipasto tradizionale barese di Pasqua.

Non c'è molto da spiegare, basta guardare la foto per capire. Comunque, ecco qui la ricetta.

Ingredienti
(Per 2 persone. Non e' abituale fare piatti di Pasqua solo per due, ma quest'anno di COVID-19 e' così.)
100 g di ricotta
1 uovo
1 arancia
8 fette di salame

Preparazione
Cominciate per lessare l'uovo. Mettetelo in una pentola con acqua fino a coprirlo. Riscaldate fino a far bollire l'acqua e lessate l'uovo per 7-8 minuti. Poi sostituite l'acqua calda per acqua fredda per far raffreddare l'uovo.

Mentre si fa l'uovo potete sbucciare l'arancia e tagliarla a fette.

Tagliate anche il salame a fette.

Quando l'uovo si e' raffreddato, sbucciatelo e tagliatelo a spicchi.

Finite per adagiare gli ingredienti sul piatto.

sabato 16 aprile 2016

Salsa di pomodoro fatta in casa

Due giorni fa c'era una bella offerta da Lina, il verdulaio vicino a casa ad Aix: due vaschette di bei pomodorini maturi a un euro. Siccome i suoi prodotti sono buoni, non ho dubitato e ne ho prese due: una da tenere, e l'altra per preparare la salsa. Ho fatto giusto in tempo, il giorno dopo stavano a 0,95 € la vaschetta!

I bei pomodorini del sud della Francia

Ingredienti
(per condire la pasta per 2 persone)
1/2 kg di pomodorini
1 spicchio d'aglio
olio
sale
zucchero
origano

Preparazione
Tritate l'aglio e rosolatelo in una padella con abbastanza olio. Poi aggiungete i pomodorini lavati e tagliati a metà.

I pomodorini appena buttati in padella

Dopo aver rosolato i pomodori per un paio di minuti, aggiungete un po' di zucchero per eliminare l'acidità. Fate cuocere per 10-20 minuti a fuoco basso e a pentola coperta, mescolando ogni tanto. Se il sugo è troppo liquido, fate cuocere ancora qualche minuto a pentola scoperta per far evaporare il liquido rimasto. Finalmente, regolate di sale e condite con un po' di origano.

La salsa è pronta
Ed ecco, la salsa è pronta. Potete usarla per condire la vostra pasta preferita.


Variazioni
Invece di tritare l'aglio, potete rosolarlo intero (e toglierlo a cottura ultimata). Potete anche condire il sugo con basilico invece di origano.

Trucco
Se avete la pazienza necessaria, prima di cuocere i pomodori vi conviene estrarne i semi e l'acqua di vegetazione, per ridurre l'acidità della salsa. Per farlo, spremete leggermente i mezzi pomodorini per farne uscire i semi ed il liquido. Potete raccogliere il sughetto in un piccolo bol e condirlo con sale, olio e origano. E' ideale per insaporire le bruschette e preparare il pane col pomodoro. (E' un trucco della mamma della mia amica Grazia.)

lunedì 23 febbraio 2015

Frittata di spaghetti

Capita a volte sbagliare nelle misure (tutte siamo umane) e che avanzi un po' di pasta. Per molti, pasta avanzata è pasta persa. Cioè, ditemi, chi si mangia un piatto di pasta riscaldata? Ma prima di andare a buttarla, leggete questa ricetta. E' una delle ricette della nonna che Raffa mi ha trasmesso e che permette di convertire quei tristi spaghetti al pomodoro dentro a un contenitore di plastica

in una bella frittata di pasta:


Godetevela!

Ingredienti
(per 4 persone)
1 piatto di spaghetti conditi con sugo di pomodoro avanzati del giorno prima
4 uova
4 cucchiai di formaggio pecorino o grana grattugiato
sale
pepe
olio

Preparazione
Riscaldate gli spaghetti in una padella con un po' d'olio. Nel frattempo (e senza dimenticare di girare spesso gli spaghetti), sbattete le uova e conditele col formaggio grattugiato, sale e pepe. Quando la pasta cominci a soffriggere, unite le uova battute facendo attenzione a mischiarle bene con gli spaghetti. Poi cuocete la frittata da entrambi lati a fuoco medio.

Variazioni
Una variante proposta nel libro Puglia, la tradizione in cucina è mescolare gli ingredienti in una coppa -così gli ingredienti si mischiano uniformemente- e aggiungere anche un cucchiaio di pangrattato. Poi si versa tutto in padella con un po' d'olio già caldo e si cuoce la frittata.

martedì 17 febbraio 2015

Spaghetti cacio e pepe

Questa è una ricetta semplicissima. Una ricetta di quelle che si fanno quando non c'è più niente in frigo. O quando non avete voglia di fare una minchia...

Ma questa è anche una di quelle ricette dove si riconoscono il cuoco e la cuoca veramente bravi. E' la prova del nove dell'eccellenza in cucina: riuscire a fare un piatto il massimo di buono con il minimo di ingredienti. La ricetta è così semplice che non c'è dove nascondersi. Avete il coraggio di raccogliere il guanto (di cucina)?

Ingredienti
(per 2 persone)
100 g di spaghetti
parmigiano grattugiato
burro
pepe
sale

Preparazione
Lessate gli spaghetti in abbondante acqua salata fino a che siano al dente. Poi, scolateli.

Fate sciogliere una noce di burro in una padella e saltate gli spaghetti per qualche minuto, conditi con pepe e formaggio grattugiato.

sabato 3 gennaio 2015

Focaccia di botifarra e cipolla

A Barcellona c'è una catena di focaccerie chiamata Buenas Migas. E' il nostro posto preferito per mangiare la focaccia ed è anche nei primi posti della lista per prendere il caffè. In più, di solito ci sono dei volantini con alcune delle loro ricette, che io puntualmente prendo per provarle a casa (beh, teoricamente).

L'ultima volta che questo è successo, per le feste di Natale, Raffa mi ha guardato con la sua faccia di "ancora un altro pezzo di carta?" Ma quando ha visto che si trattava della ricetta della sua focaccia preferita (dopo la focaccia barese, ovviamente), il suo viso si è illuminato subito.


Focaccia di botifarra e cipolla
La focaccia di botifarra di Buenas Migas

Si trattava della ricetta della focaccia di botifarra e cipolla. La botifarra è una salsiccia fatta con carne di maiale tipicamente catalana e simile alla salsiccia a punta di coltello. Infatti, secondo il sito di Buenas Migas, questa focaccia nasce dal maritare, felicemente, la botifarra catalana con la fügassa de çiôula (focaccia di cipolla) genovese.



La ricetta che vi presento quella di Buenas Migas con qualche piccola modifica: ho modificato il tipo di farina utilizzate e i tempi di levitazione sono più brevi di quelli della tradizione genovese, gelosamente mantenuta dai proprietari (uno di lui genovese) di Buenas Migas.

Ingredienti
(per 4 persone)
150 g di farina bianca
100 g di farina integrale
150 ml di acqua
12 g di lievito di birra
1 cucchiaio d'olio
1 cucchiaino di zucchero
8 g di sale
1 botifarra (o salsiccia a punta di coltello)
1/2 cipolla

Preparazione
Mischiate in una ciotola i due tipi di farina, lo zucchero, il sale e l'olio. Sciogliete il lievito nell'acqua tiepida e aggiungetela lentamente mentre impastate la massa con le dita. Lavorate la massa su una superficie infarinata. Poi lasciate lievitare durante un'ora (due ore secondo la ricetta originale).

Tagliate la salsiccia a pezzettini di 1-2 cm. Tagliate la cipolla a fettine sottili.

Stendete la massa su una teglia da forno. Aggiungete la salsiccia e la cipolla sulla massa e lasciate lievitare per un'altra mezz'ora (due ore secondo la ricetta originale).

Preriscaldate il forno a 200 °C e infornate per 15-20 minuti.

Variazioni
Quando la focaccia è pronta potete aggiungerci sopra della rucola condita con aceto balsamico.


Focaccia di salsiccia e cipolla
La mia focaccia di botifarra e cipolla

giovedì 1 gennaio 2015

Zuppetta di grano e lenticchie

E' capodanno. E non possono mancare le lenticchie. La ricetta che vi lascio oggi è una ricetta semplice e veloce, improvvisata così al volo. Per questa ricetta ho usato delle lenticchie di cottura veloce -si cuociono in una decina di minuti- che ho trovato in Francia.

Purtroppo, nella prima versione della ricetta feci un piccolo errore, che non venne inosservato. Avendo chiesto a Raffa se ci mancava qualcosa, mi ha risposto che ci voleva l'alloro:
Nell'ortodossia pugliese, le lenticchie si cucinano con l'alloro.
Raffaella dixit.

Ingredienti
(per 4 persone)
1 bicchiere di lenticchie (ci cottura veloce)
1 bicchiere di grano
mezza cipolla
una carota
1 cucchiaino di curry
1 litro acqua
olio
sale
pepe
1 foglia di alloro

Preparazione
Soffriggete un battuto fatto con la cipolla e la carota, insieme a un cucchiaino di curry. Poi, aggiungete 1 litro d'acqua e l'alloro, portate a ebollizione e cuocete grano e lenticchie per 10-12 minuti. Condite con sale e pepe al gusto.

lunedì 23 settembre 2013

Calamarata

Questa ricetta ce l'ha data Rosaria, un'amica di Raffa, quasi una seconda madre per lei.
L'altra settimana, siamo scesi a Bari e lei si è offerta di accompagnarci in aeroporto, con regalo annesso di pacco di pasta calamarata e di ricetta su come prepararla.
"Sai già cosa devi cucinare domenica"- mi ha detto Raffa.
Detto e fatto. E nonostante i problemi che abbiamo avuto di ritorno a casa, la calamarata si è salvata. Meno male, perché ne è valsa veramente la pena.



La pasta calamarata è un formato di pasta a grandi anelli. Il nome gli viene dal fatto che si cucina coi calamari tagliati ad anelli che, come diceva Rosaria, si devono confondere con la pasta.
Cercando su internet, ho scoperto che si tratta di un piatto tipicamente napoletano. Ed io, che adoro questa bellissima città, non lo sapevo!

Ingredienti
(per 2 persone)
200 g di pasta
3 calamari di grandezza media
una ventina di pomodorini
1 spicchio d'aglio
olio
sale
pepe
prezzemolo

Preparazione
Tagliate i calamari ad anelli e saltateli in un po' d'olio insieme all'aglio. Aggiungete i pomodori tagliati a metà, sale e un po' di pepe. Nel frattempo cuocete la pasta e quando è pronta, saltatela nel tegame coi calamari per qualche minuto. Per finire, aggiungete un po' di prezzemolo fresco tritato.

giovedì 13 giugno 2013

Sardine alla griglia: ci vuole la ricetta?

Qual è il segreto delle sardine alla griglia? Io non avevo mai pensato che fosse necessario spiegare come si fanno le sardine arrostite. Ma mi sono accorto che, invece, non è tanto chiaro come pensavo...

La scoperta è avvenuta durante il pranzo conviviale di primavera del mio centro di lavoro in Francia. Una giornata dedicata alla condivisione coi colleghi di lavoro, un'opportunità di conoscere anche i colleghi di altre unità con i quali non ci si relaziona normalmente. E per quello si organizzano delle attività, come la competizione di bocce (forse non ci crederete ma la petanque, come le chiamano loro, è lo sport nazionale in Francia), il tiro con arco, e come piatto forte, la sardinade con delle sardine arrostite.

E stato appena morderle (io sono dell'avviso che le sardine alla griglia bisogna mangiarle con le mani, anche se Raffa e tanta gente non è d'accordo) ed esclamare "Ma non le hanno pulite!" Per carità, non è che non fossero buone, ma non è la stessa cosa. Anche se si tolgono le interiora con la forchetta ed il coltello, il loro sapore amaro si sente comunque. E siccome non è la prima volta che mi succede, vi spiego come si fa, tanto per essere sicuri.

PS: sono perfettamente cosciente che pulire le sardine per una cinquantina di persone non è un lavoro da niente, quindi nessuna critica ai cuochi della festa e tutto il mio ringraziamento.

Ingredienti
(per persona)
4-6 Sardine
Aglio e prezzemolo (opzionale)

Preparazione
Quando comprate le sardine assicuratevi che siano fresche, ovviamente. Chiedete al vostro pescivendolo se vi può pulire le sardine (pulirle è una rottura di scatole e ci vuole un po' di tempo). Da quello che ho visto queste cose cambiano da un paese ad un altro. In Spagna, per esempio spesso potete chiederlo (se non comprate troppe sardine) ma in altri posti non si usa.

Se purtroppo dovete pulire le sardine voi stessi, pensate di farlo appena comprate. E' una questione di igiene (oltre che di sapore). E' infatti sempre preferibile conservare il pesce già pulito, perché i visceri accelerano i processi di decomposizione e lo sviluppo dei microorganismi nel pesce stesso.

Vi spiego quindi il processo. Prima dovete squamarle e poi togliere le interiora. Anche se sembra che ci siano in giro diversi tipi di utensili e di coltelli per squamare il pesce, io mi arrangio passando un coltello normale dal lato senza filo sulla pelle delle sardine. Il movimento per squamare è seguendo la direzione dalla coda verso la testa, operazione che dovete fare nel lavello. Quando le sardine sono squamate e sciacquate, dovete pulirle ad una ad una incidendo lungo la parte ventrale (tagliate con un coltello dalla testa fino all'orifizio anale). In seguito introducete le dita nella cavità ventrale, tirate fuori i visceri e sciacquate la cavità. Poi lasciate le sardine a scolare.

E finalmente, la parte facile... adagiate le sardine su una griglia e fate cuocere per qualche minuto per ogni lato. Se vi va, potete aggiungere dell'aglio e del prezzemolo tritati. Servite le sardine calde appena cotte, fredde non valgono niente.

domenica 21 aprile 2013

Impepata di cozze

Le cozze sono uno dei più grandi deboli di Raffa. Cucinate in qualsiasi modo (riso, patate e cozze; spaghetti o tubettini con le cozze; etc.) non può resistere. E quando ha voglia di mangiarne tante, a 'mpepata di cozze, questa veloce e semplice ricetta del sud d'Italia è un'ottima scelta. Anche se in Spagna la trovate pure (o con una ricetta molto simile) come una delle tapas più richieste.

In Spagna di solito trovate due tipi di cozze: quelle del Mediterraneo e quelle dell'Atlantico. Le cozze del Mediterraneo (l'esempio più conosciuto sono le cozze di Taranto) sono più piccole e saporite. Le cozze atlantiche invece sono più grandi, però meno gustose. Bisogna dire che, per il cibo, più grande spesso non è un sinonimo di migliore.

Ingredienti
(per 2 persone)
1/2 kg di cozze
2 pomodorini
1 spicchio d'aglio
prezzemolo
pepe
olio

Preparazione
Lavate accuratamente le cozze raschiandone la superficie con un coltello e sciacquandole. (I baresi possono semplicemente sciacquarle poiché a Bari di solito le vendono scrupolosamente pulite.) Per togliere il bisso prendete la cozza in una mano col lato tondo verso di voi ed il bisso guardando al insù. Con l'altra mano tenete il coltello. Prendete il bisso fra la lama del coltello ed il pollice e strappatelo con un colpo secco. Se non fate così, la cozza sente che state tirando del bisso e si chiude di più afferrando il bisso fra le valve. Quindi esso si rompe e una parte rimane dentro (e lo ritrovate come una cosa dura e fibrosa quando mangiate le cozze). Le cosse rotte dovete buttarle via.

Mettete le cozze in una padella o casseruola insieme all'aglio, e prezzemolo tritati, qualche pomodorino spezzettato, un filo d'olio e un po' di pepe. Coprite con un coperchio e fate cuocere. Scuotere la pentola. Ci vogliono circa 5-6 minuti.

Avvertenze
Le cozze che rimangono chiuse dopo la cottura, lasciatele nel piatto, non mangiatele. Sono rimaste chiuse perché erano già morte chiuse prima di cuocerle e quindi rischiate un'intossicazione.

Comprate sempre cozze fresche e cucinatele subito, se possibile in giornata.

sabato 6 aprile 2013

Pasta di riso con le zucchine

Certe diete sono terribili. Immaginate come ve sentireste se non poteste mangiare il glutine. Vuol dire che non potreste più mangiare la pasta normale! A Raffa è successo e questo ci ha portato a cercare delle alternative. Per fortuna esiste la pasta fatta con altri tipi di farina che la farina di grano (per esempio la pasta di riso). E' certo che costano di più (molto di più), ma almeno vi danno la soddisfazione di potervi mangiare un bel piatto di pasta ogni tanto. E Dio sa che quando non puoi mangiare il glutine, questa è una vera soddisfazione!

Ingredienti
(per 2 persone)
200 g di pasta di riso (penne)
2 zucchine
1 spicchio d'aglio
olio
acqua
sale
pepe

Preparazione
Tritate l'aglio e soffriggetelo in una padella capiente. Poi nettate e affettate le zucchine e aggiungetele all'aglio con un po' d'acqua. Cuocete a padella coperta fino che le zucchine diventano morbide. Verso la fine della cottura condite con sale, pepe e olio. Dovete tenere conto che la pasta di riso è piuttosto insipida, per cui bisogna condirla abbondantemente.

Nel frattempo, lessate la pasta in abbondante acqua salata. Vi consiglio di fare molta attenzione al punto di cottura. Nel caso della pasta di riso il passaggio dalla cottura al dente alla pasta scotta è molto veloce, e se aspettate troppo si disfà.

Quando la pasta sia al dente, scolatela e saltatela qualche minuto in padella con le zucchine. Dopodiché potete servirla.

Variazioni
In un post precedente parlavo della difficoltà che rappresenta per noi non italiani capire che tipo di pasta bisogna usare per ogni tipo di ricetta. Oggi ho altro da aggiungere. Quando ho chiesto a Raffa se era meglio usare le penne o le conchiglie, la sua risposta è stata questa: "Quello che vuoi. Solo che se usi le conchiglie devi tagliare le zucchine più piccole. Credevi che bastasse con saper scegliere il tipo di pasta? Nooo, è una questione mooolto più complessa."

venerdì 5 aprile 2013

Libro: Puglia. La tradizione in cucina

Autore: Angelina Stanziano et Laura Santoro
Editore: Schena Editore
Anno: 1988, 2004 (reimpressione)

Comprai questo libro a Galatina (LE) nell'estate di 2007, in una libreria vicino alla basilica di San Paolo. Eravamo lì io e Germana, attirati dal nostro interesse per la musica e i balli tradizionali pugliesi. Se non ricordo male lei si è presa qualche libro o CD di musica tradizionale e io questo libro di cucina (anche tradizionale). Quando mi ha guardato un po' riprovatoriamente le ho detto: "Ebbè, è uno dei piaceri della vita. Siccome ci sono altri che non posso avere..." E ha sorriso.

Devo dire che prendere questo libro è stata una buona decisione. Nessuna delle ricette che ho assaggiato è venuta male ed erano tutte buonissime. E' vero che le fotografie e la grafica sono degli anni ottanta (il libro è infatti una reimpressione), ma è anche vero che questo testo è il risultato del lavoro di ricupero delle ricette tradizionali pugliesi fatto dalle due autrici con l'aiuto degli alunni delle scuole dove lavoravano.

Una nota d'avvertenza: le ricette sono quelle particolari dei luoghi dove si è effettuata la ricerca o delle famiglie intervistate. Quindi, possono essere diverse di quelle più ampiamente usate in altre località pugliesi o in Puglia in generale. Per esempio, non provate a cucinare il riso, patate e cozze seguendo le istruzioni del libro a un barese o sarete accusati di lesa maestà.

sabato 23 marzo 2013

Pasta coi piselli

Una cosa che risulta difficile di capire ai non italiani è che ogni ricetta di pasta richiede un tipo di pasta particolare (devo confessare che anch'io ci ho messo un po', e ogni tanto Raffa mi lancia ancora un "Ma no, quel tipo di pasta non ci sta!"). Nel caso della pasta coi piselli, la pasta più adatta è la pasta corta, come i tubettini, i maltagliati (tipico del foggiano) o gli spaghetti spezzati. A Raffa questa ricetta piace specialmente con le lumache, che in Spagna chiamano tiburón (squalo) chi sa perché. E potete anche usare gli gnocchetti di farina come si usava in provincia di Brindisi.

Ingredienti
(per 2 persone)
100 g pasta corta (lumache, maltagliati, spaghetti spezzati)
1 cipolla piccola
150 g di piselli
acqua o brodo
olio
sale

Preparazione
Affettate finemente la cipolla e appassitela in una padella con poco olio a fuoco basso. Quando la cipolla sia tenera, aggiungete i piselli e il sale e soffriggete a fuoco moderato e padella coperta. Se usate i piselli surgelati, ce ne sono alcuni che ci mettono molto a cuocere, tenetelo presente. Dopo una decina di minuti aggiungete un mestolo d'acqua o brodo per finire la cottura.

Mentre i piselli finiscono di cuocere, lessate la pasta in abbondante acqua salata. Quando la pasta è al dente, scolatela e tenetevi un po' d'acqua di cottura da parte. Aggiungete la pasta ai piselli nella padella. Se la pasta è secca, aggiungete un po' d'acqua di cottura e un po' d'olio. Cuocete tutto insieme per qualche minuto mescolando bene, controllate se ci vuole del sale e servite la pasta condita con l'olio e un po' di pepe.

Variazioni
Secondo un mio libro di cucina pugliese che comprai qualche anno fa, questa ricetta si faceva una volta anche sostituendo i piselli con le cicerchie verdi. Sì, manco io sapevo cosa sono le cicerchie verdi. Quindi, ho fatto una piccola ricerca. Sembra che la cicerchia (il nome scientifico è Lathyrus sativus, ecco ancora la botanica che esce) sia stato un legume ampiamente consumato nel passato e adesso piuttosto abbandonato in Europa (eccetto in alcune zone del centro d'Italia e della regione spagnola de La Mancha). In caso di un consumo abituale, esso può condurre al latirismo, una malattia neurodegenerativa causata da una neurotossina (la beta-N-ossalilammino-L-alanina) contenuta in questa pianta. Quindi, non mi sembra molto consigliabile...


Lathyrus sativus


giovedì 21 marzo 2013

Tiramisù

Se guardate a destra un po' in basso, fra le pagine che mi piacciono, ci troverete questa qua: www.riñonera.com. E' di un'amica di Milano che vende dei bellissimi marsupi per internet. Facemmo conoscenza in Italia qualche anno fa', durante le vacanze in Puglia. Quando lei si trasferì a Barcellona qualche mese dopo ci fu occasione di stringere la nostra amicizia. E credo che fu la seconda volta che lei venne a cena da me che mi insegnò la ricetta del tiramisù. Questa che potete leggere qua.

Ingredienti
(per 8 persone)
3 uova
3 cucchiai di zucchero
1 confezione di mascarpone
20-30 savoiardi
1/2 litro di caffè
sale
cacao in polvere

Preparazione
In primo luogo, bisogna separare i tuorli dagli albumi e aggiungere lo zucchero nei tuorli, mescolando fino a creare lo zabaione. Poi dovete aggiungere il mascarpone e mescolare fino ad ottenere una crema senza grumi. Mettete la crema in frigo (perché non perda consistenza) mentre montate gli albumi a neve. Per montare gli albumi aggiungete un pizzico di sale (aiuta a montarli più facilmente). Alla fine incorporateli alla crema, mescolando dolcemente con un cucchiaio. Rimettete in frigo mentre preparate la teglia coi savoiardi.
 
Per preparare i savoiardi potete fare in due modi. La mia amica prima li distende in una teglia e poi ci passa su il caffè (Il Caffè!) direttamente dalla moka. Io, invece, preferisco passarli per tutti i due lati in un piatto pieno di caffè. In qualsiasi caso, dovete far si che i savoiardi assorbano il punto giusto di caffè, ne troppo (diventano troppo morbidi), ne troppo poco (sono troppo duri). In questo è anche importante la scelta dei savoiardi, devono avere una testura che li permetta di assorbire il caffè senza perdere consistenza. In Spagna io mi trovavo bene con quelli della Fontaneda, ma ovviamente se siete in Italia dovete prendere quelli veri!

Man mano che inzuppate i savoiardi nel caffè li dovete sistemare nella teglia. Potete fare uno o due strati di savoiardi, mettendo della crema sopra ogni strato. Infine spolverate con cacao in polvere. Ed ecco pronto il vostro tiramisù, un dessert da leccarvi le dita.

domenica 10 marzo 2013

Pane a pizza

La pizza ci piace a tutti. Ma a volte non ci va di fare l'impasto, farlo lievitare, ecc. O non abbiamo del tempo (siamo tanto occupate con mille altre cose...), o ci manca il lievito... E immaginiamo che non abbiamo nemmeno la pasta già pronta industriale (beh, anche se ce l'avete e preferite assaggiare qualcosa di meglio), che si fa in tale situazione? Basta ricordare che la pasta per la pizza altro non è che pasta per il pane. Quindi, potete semplicemente usare il pane che avete in casa come base. E' veloce, semplice, e potete riciclare il pane del giorno prima.

Ingredienti
(per 1 persona)
2 fette di pane
2 acciughe
sugo di pomodoro
olio
sale
origano

Preparazione
La ricetta è facile. Cominciate riscaldando il forno a 180-200º. Poi prendete le due fette di pane, spalmateci sopra il sugo di pomodoro, aggiungete le alici, un pizzico di sale, un filo d'olio e un po' di origano. Infornate per qualche minuto, fino che il pane è tostato, ed è pronto.

Pane a pizza


martedì 5 marzo 2013

Zuppa d'aglio

Oggi Raffa mi ha fatto vedere questo sito (è in inglese) sulle virtù dell'aglio e con alcune ricette da provare. Lei lo sa che sono una fan dell'aglio per tutte le sue conosciutissime e variegatissime proprietà. Solo che a volte sembra che sia in grado di leggere la mente. Proprio ieri ho cucinato la zuppa d'aglio! Infatti ieri sera il mal di gola mi stava uccidendo ed ho pensato di risuscitare questa vecchia ricetta dei nonni, per profittare delle proprietà antibiotiche dell'aglio.

(Ah! Oggi sto meglio, grazie!)

Ingredienti
(per una persona)
350 ml d'acqua
pane secco (una fetta, un quarto di baguette)
1 spicchio d'aglio
olio
1/2 dado
(timo)

Preparazione
Preparate il brodo con l'acqua bollente ed il mezzo dado (lo so, non è la stessa cosa farlo col brodo vero, ma questa è una ricetta per sfaticati!). Aggiungete lo spicchio d'aglio tagliato a fettine e sbollentatelo (uno o due minuti bastano). Se non avete il pane secco tagliato in fette, tagliatelo nel frattempo, per quanto possibile,  facendo attenzione a utilizzare un bel coltello (non usando un buon coltello adatto rischiate di romperlo e inoltre farvi del male). Sistemate poi il pane in un piatto fondo e versate un giro d'olio sopra. Se avete del timo, aggiungeteci anche qualche rametto. Finalmente, versate il brodino sul pane.

Zuppa d'aglio